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JOIN-UP

Monty, mentre da ragazzo in Nevada seguiva I mustang selvaggi, osservò la comunicazione non verbale tra i cavalli, una sorta di linguaggio segreto che chiamò Equus. Monty utilizza questo linguaggio Equus nel suo addestramento senza violenza, chiamato Join–Up®.

Iniziò ad usare questo metodo di non violenza nell’addestrare i cavalli selvaggi invece dei soliti metodi tradizionali di doma, convinto che c’erano altri modi per comunicare con i cavalli.
Monty creò questo metodo di addestramento basato sui principi comportamentali dei cavalli in branco e sulla loro comunicazione. Il risultato è una convinta collaborazione che avrà come risultato quello di portare la performance del cavallo ai suoi livelli massimi, anziché entro i confini delle barriere dell’obbedienza.

Questi principi sono strumenti molto validi per motivare e aumentare l’attenzione sul comportamento del cavallo nel rispondere adeguatamente all’addestramento. I metodi del Join–Up® sono meglio utilizzati con cavalli selvaggi. Senza infliggere alcun dolore o violenza l’addestratore convince il cavallo ad accettare sella, briglia e cavaliere. Quando si lavora in un tondino si inizia il Join–Up® facendo dei grossi movimenti e dei rumori da predatore, in modo che il cavallo scappi via da noi per poi dare la possibilità al cavallo o di fuggire o di Join–Up® (sottomettersi spontaneamente). Attraverso il linguaggio corporeo l’addestratore gli comunicherà: “Inizia a portarmi rispetto come un capo branco e a fidarti avvicinandoti e seguendomi”. Il cavallo risponderà con dei movimenti del suo corpo, quali: l’orecchio interno rimarrà bloccato verso l’addestratore, masticherà e leccherà abbassando la testa in segno di fiducia. Lo scambio si concluderà con il trainer che volterà le spalle al cavallo e senza alcun contatto visivo lo inviterà ad avvicinarsi. Il Join–Up® accadrà quando l’animale , di sua iniziativa, deciderà di scegliere stare con l’uomo, avvicinarsi a lui, accettando il suo nuovo capo e la sua protezione. Questo approccio di comunicazione, attraverso il linguaggio corporeo, nel rispetto reciproco, può essere un metodo molto valido anche da usare con cavalli già addestrati, ma con altri problemi da risolvere.

Molti esperti nel campo dell’equitazione, come la regina Elisabetta II, considerano il metodo di Monty Roberts incredibile e rivoluzionario. I metodi tradizionali insegnano ai cavalli a fare ciò che viene loro detto utilizzando il dolore e l’intimidazione. Monty invece punta sul lavorare insieme e non sul concetto di dominare. Per secoli gli uomini hanno detto ai cavalli: “fai quello che ti chiedo, altrimenti ti faccio del male”. “Io dico che nessuno ha il diritto di dire : “tu devi” ad un animale o ad un altro essere umano. “ – dice Monty.

I metodi di Join–Up® si basano sul concetto che il cavallo e l’addestratore devono creare tra loro un legame di fiducia e di comunicazione reciproca. - “Bisogna capire che noi, come cavalieri, possiamo fare ben poco per insegnare al cavallo. Ciò che possiamo invece fare è creare un ambiente dove il cavallo può imparare.” – e ancora: “ si dice che le azioni parlino più forte delle parole, ma di solito non viviamo con successo seguendo questo insegnamento”.

I principi del Join–Up® sono molto validi da usare anche per altre finalità. Veterinari, cavalieri, trainers, maniscalchi, stallieri e tutti coloro che hanno rapporti con i cavalli possono usare questi metodi per aiutarli ad esprimere al massimo il loro potenziale.


www.montyroberts.com